Che cosa succede nell’Afghanistan del ritiro

Tre militari italiani sono rimasti feriti stamattina alle 10 ora locale (le 7.30 in Italia) in seguito alla caduta di un razzo da 107 millimetri sparato da un gruppo di insorti contro la base Fob “Tobruk” di Bala Boluk. Il razzo non è esploso, ma ha provocato il sollevamento di pietre e terra che ha contuso i soldati operativi nell’area sud del Regional Command West. I feriti, rimasti sempre coscienti, hanno contattato personalmente le famiglie.
3 AGO 20
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Tre militari italiani sono rimasti feriti stamattina alle 10 ora locale (le 7.30 in Italia) in seguito alla caduta di un razzo da 107 millimetri sparato da un gruppo di insorti contro la base Fob “Tobruk” di Bala Boluk. Il razzo non è esploso, ma ha provocato il sollevamento di pietre e terra che ha contuso i soldati operativi nell’area sud del Regional Command West. I feriti, rimasti sempre coscienti, hanno contattato personalmente le famiglie. Più grave quanto accaduto domenica sera nella provincia dell’Helmand, nel sud dell’Afghanistan: diciassette persone (quindici uomini e due donne) sono state decapitate da un gruppo di talebani al termine di una festa.

Intanto, la Nato ha annunciato che 202 basi dell’Alleanza atlantica in Afghanistan sono state chiuse nell’ambito del programma che prevede il ritiro progressivo dei contingenti internazionali e il passaggio di poteri sempre più ampi al governo di Kabul. Altre 282 basi, ha spiegato il portavoce Isaf, il colonnello David Olson, sono state consegnate alle autorità locali. Le basi chiuse – ha detto Olson – erano di piccole dimensioni (alcune erano dei semplici check-point isolati) e il numero dei soldati che vi lavorava variava tra la dozzina e i trecento. Fino allo scorso ottobre, le forze della coalizione internazionale operavano in circa 800 basi dislocate in tutto il paese.